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Le parole spesso hanno un senso
come un rovo di spine.
Alice danzava sulle regali note
e ora rimbalza sulle contorte sillabe.
Il cuore è una vergine di Norimberga
e Alice accarezza le sue vene,
mentre si dilata l’asfittico rudere
e i battiti stordiscono i feriti timpani.
Sono spenti i colori
e la sola notte porta luce.
Il vecchio porto si allontana
e lo spento faro in lontananza tace.
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Si recidono gli orli
strappando la pelle.
Vana è la resistenza
su forze d'esigenza.
Alti i denti ferrati
trattengono la preda.
Il cuore è la causa di pressione
che fa scattare la molla.
Sono percosse le sensibilità all'unisono
e il dolore stordisce il tuono.
Lo sguardo indifferente dimentica
e sottolinea il lacerato silenzio.
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L'estendersi di un simulacro
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Aspetti inattesi di una giostra in divenire
mutano iridescenze di caleidoscopico cristallo.
Fragile il sostenere di ovattate piume
risuonano in lontananza stonate percussioni.
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Ruota la clessidra di ruvido velluto
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Le migliori sono sulla cima dell’albero. Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori, perché hanno paura di cadere e ferirsi. In cambio, prendono le mele marce che sono cadute a terra, e che, pur non essendo così buone, sono facili da raggiungere. Perciò le mele che stanno sulla cima dell’albero, pensano che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà “Esse sono grandiose”. Semplicemente devono essere pazienti e aspettare che l’uomo giusto arrivi, colui che sia cosi coraggioso da arrampicarsi fino alla cima dell’albero per esse. Non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi avrà bisogno di noi e ci ama farà di tutto per raggiungerci. La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, né dalla testa per essere superiore. Ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta e accanto al cuore per essere amata.
Anonimo postato da IrisDark © permalink · commenti (11)
Rivestimi con strati sottili e riempimi di china leggera. Distilla la tua essenza di platino e avvolgimela intorno all’anima.
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